{"id":9846,"date":"2026-02-23T17:02:05","date_gmt":"2026-02-23T16:02:05","guid":{"rendered":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/?post_type=areastampa&#038;p=9846"},"modified":"2026-02-26T14:37:13","modified_gmt":"2026-02-26T13:37:13","slug":"marzo-con-vivaldi","status":"publish","type":"areastampa","link":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/en\/areastampa\/marzo-con-vivaldi\/","title":{"rendered":"Marzo con Vivaldi"},"content":{"rendered":"\n<p>Da mercoled\u00ec <strong>4 marzo a gioved\u00ec 26 marzo 2026<\/strong> presso la <strong>Sala Mostre Filippo Juvarra<\/strong> della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino esponiamo al pubblico gli scritti in gran parte <strong>autografi del compositore veneziano<\/strong>, patrimonio della Nazionale di Torino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con una <strong>preview riservata agli iscritti alla nostra newsletter<\/strong>: marted\u00ec 3 marzo alle 17.00<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p><strong>Ingresso libero senza prenotazione<\/strong> <br>da luned\u00ec a venerd\u00ec, dalle 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00) <br>piazza Carlo Alberto, 3, 10123 Torino<\/p>\n\n\n\n<p>Il 4 marzo del 1678 nasceva Antonio Vivaldi e proprio il 4 marzo 2026 si inaugura alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino un\u2019esposizione dei codici autografi del celebre compositore veneziano.<br>Come noto, a parte qualche scritto in alcune istituzioni europee \u2013 Manchester, Dresda e Berlino per citare le pi\u00f9 significative \u2013 la <strong>maggior parte del corpus degli autografi vivaldiani \u00e8 conservato presso la Nazionale<\/strong>: un insieme documentario unico a livello mondiale, costituito da <strong>27 volumi<\/strong> che tramandano un patrimonio di circa 15.000 pagine \u2013 per la maggior parte di pugno del Prete rosso \u2013 con 450 composizioni.&nbsp;<br>Un immenso patrimonio che ha avuto vita assai travagliata. Per quasi due secoli si persero le tracce dei manoscritti &#8211; un vero e proprio thriller su cui sono stati scritti libri e girati documentari &#8211; poi <strong>acquisiti dalla Nazionale solo tra il 1922 e il 1930<\/strong>, rendendo cos\u00ec possibile la diffusione della sua musica senza tempo, entrata a far parte a pieno titolo della cultura pop.&nbsp;<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Di Antonio Vivaldi, e in particolare della <em>Primavera<\/em> delle sue <em>Le quattro stagioni<\/em>, se ne conoscono infinite versioni, per ogni genere musicale. Protagonista di spot pubblicitari, accompagnamenti cinematografici, ma pure sottofondo di chiamate telefoniche in attesa e di brevi viaggi in ascensore, le musiche di Antonio Vivaldi fanno parte della colonna sonora della nostra vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come sottolinea la Direttrice della Nazionale Marzia Dina Pontone: \u00ab<em>Marzo con Vivaldi<\/em> alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino \u00e8 un&#8217;occasione straordinaria per apprezzare dal vivo una selezione di partiture autografe di Antonio Vivaldi; un&#8217;opportunit\u00e0 rara per entrare di persona nel laboratorio creativo del famoso compositore veneziano e per scoprire un patrimonio culturale unico al mondo.<br>Perch\u00e9 Vivaldi \u00e8 stato un compositore e un artista che oggi \u00e8 diventato un classico noto in tutto il mondo, che ha saputo ispirare la cultura musicale internazionale da oltre tre secoli. Eppure, la sua musica barocca non potrebbe essere colta pienamente senza l&#8217;apporto di conoscenza offerto dai manoscritti e dai documenti conservati presso la nostra biblioteca. Invitiamo tutti a venire in Nazionale per scoprire le incredibili vicende compositive e conservative degli autografi vivaldiani attraverso il percorso espositivo e il palinsesto di attivit\u00e0 culturali del Marzo con Vivaldi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I <strong>manoscritti autografi di Antonio Vivaldi<\/strong> tornano ad essere <strong>in mostra<\/strong> al pubblico che potr\u00e0 ammirare una selezione ragionata e commentata delle opere esposte sotto teche di vetro appositamente rinnovate per l&#8217;occasione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La mostra<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La mostra si articola in <strong>cinque sezioni<\/strong>, nelle quali saranno allestite carte autografe e documenti d\u2019archivio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Prima e seconda sezione<\/h3>\n\n\n\n<p><em>Dal collezionismo al mecenatismo: la Raccolta Mauro Fo\u00e0<\/em><br><em>Dal collezionismo al mecenatismo: la Raccolta Renzo Giordano<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le prime due sezioni ripercorrono le incredibili vicende che hanno portato i manoscritti vivaldiani da Venezia a Torino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo la morte<\/strong> del compositore nel <strong>1741<\/strong>, i 27 codici entrarono nella biblioteca del senatore veneziano <strong>Jacopo Soranzo<\/strong> (1686-1761), che li acquis\u00ec dagli eredi del grande compositore che li vendettero per far fronte agli ingenti debiti accumulati nella Serenissima e non solo.&nbsp;<br>Intorno al <strong>1780<\/strong> divennero <strong>propriet\u00e0<\/strong> di <strong>Giacomo Durazzo <\/strong>(1717-1794), all\u2019epoca ambasciatore imperiale presso la Serenissima: rimasti nell\u2019asse ereditario della famiglia Durazzo, giunsero nelle mani di Giuseppe Maria IV (1805-1893). Costui divise la collezione tra i figli.&nbsp;<br>Uno di loro, Marcello, don\u00f2 la sua parte al <strong>Collegio Salesiano di Borgo San Martino<\/strong>: sul finire del 1926 il Preside del Collegio, ignaro dell\u2019effettiva importanza di tali materiali, contatt\u00f2 il direttore della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino per una stima economica dei pezzi nell\u2019intento di alienarli.&nbsp;<br>Il Direttore, <strong>Luigi Torri<\/strong>, e <strong>Alberto Gentili<\/strong>, all\u2019epoca docente di Storia della musica all\u2019Universit\u00e0 di Torino, capirono la grande importanza di tali materiali e si adoperarono per trovare un <strong>benefattore che li acquisisse in favore della Biblioteca<\/strong>.<br>Il benefattore fu trovato in <strong>Roberto Fo\u00e0<\/strong> che acquist\u00f2 e <strong>don\u00f2 alla Nazionale nel 1927 i manoscritti<\/strong>, ponendo quale unico vincolo che la raccolta fosse intitolata alla memoria di Mauro, il giovane figlio morto prematuramente.<br>Gentili studi\u00f2 attentamente la raccolta e comprese da subito che essa era <strong>incompleta<\/strong>: iniziarono le prime indagini e grazie alla mediazione del bibliotecario della Nazionale <strong>Faustino Curlo<\/strong>, si apprese che la restante parte della raccolta era rimasta nell\u2019asse ereditario dei <strong>Durazzo di Genova<\/strong>. Curlo appur\u00f2 che Flavio Ignazio Durazzo aveva lasciato i suoi codici al figlio Giuseppe Maria V. Anche in questo caso, trovato un <strong>benefattore<\/strong>, l\u2019industriale <strong>Filippo Giordano<\/strong>, fu possibile acquistare questo nucleo di codici.&nbsp;<br>Nel <strong>1930<\/strong> Giordano, come Fo\u00e0, <strong>don\u00f2 alla Biblioteca i manoscritti<\/strong>, chiedendo che la raccolta fosse intitolata a Renzo, il figlio scomparso in tenera et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Terza sezione<\/h3>\n\n\n\n<p><em>Generare valore pubblico: i lasciti dei musicologi e compositori Luigi Torri ed Alberto Gentili, e del bibliofilo Faustino Curlo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La terza sezione si concentra sulle tre figure che, oltre ai mecenati, resero possibile l\u2019approdo a Torino delle partiture vivaldiane. Offrir\u00e0 inoltre un focus sull\u2019apporto di Alberto Gentili allo studio e alla valorizzazione di tali materiali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quarta sezione<\/h3>\n\n\n\n<p><em>Manoscritti e stampe musicali nell\u2019et\u00e0 di Vivaldi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La quarta sezione approfondisce le peculiarit\u00e0 del libro di musica \u2013 manoscritto e a stampa \u2013 del Settecento. Partendo da uno specifico codice vivaldiano, la sezione proporr\u00e0 alcuni testi musicali coevi realizzati con tecniche diverse: stampa a caratteri mobili, incisione, litografia. Il confronto tra queste differenti tipologie documentarie consentir\u00e0 di accennare alle molteplici esigenze e istanze a cui risponde il documento musicale prodotto nel XVIII secolo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quinta sezione<\/h3>\n\n\n\n<p><em>Tra conservazione e valorizzazione: alcuni casi peculiari<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>ultima sezione<\/strong> offrir\u00e0 una ristretta ma significativa casistica di <strong>elementi specifici<\/strong> \u2013 riscontrabili nei manoscritti e <strong>realizzati dallo stesso Vivaldi<\/strong> \u2013 quali cartigli applicati, toppe cucite e fogli incollati con la ceralacca nell\u2019intento di un radicale rifacimento di alcune porzioni musicali.&nbsp;<br>I materiali in mostra in questa tappa del percorso offriranno l\u2019occasione per riflettere sul <strong>valore della conservazione<\/strong> nel totale rispetto della fisionomia materica dei manoscritti; verranno presi inoltre in esame aspetti importanti legati al rapporto nell\u2019oggi tra tutela e valorizzazione come, ad esempio, la digitalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le iniziative collaterali<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La mostra sar\u00e0 arricchita da un ricco palinsesto di iniziative culturali collaterali, tra cui <strong>concerti<\/strong>, <strong>laboratori per bambini<\/strong> e<strong> approfondimenti <\/strong>storico-filologici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Venerd\u00ec 6 marzo 2026<\/h3>\n\n\n\n<p>alle ore 17:00, nell\u2019Auditorium Antonio Vivaldi della Nazionale, l\u2019ensemble <strong>Quadro Raro<\/strong> eseguir\u00e0 del compositore veneziano:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il <em>Concerto in sol maggiore per due mandolini e archi, RV532<\/em>, allegro, andante, allegro<\/li>\n\n\n\n<li>il <em>Concerto in do maggiore per mandolino e archi, RV 425<\/em>, allegro, largo, allegro&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>il <em>Concerto in re maggiore per liuto, due violini e basso, RV 93<\/em>, [allegro]. Largo, allegro<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La formazione <em>Quadro Raro<\/em> \u00e8 composta da:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Ugo Orlandi<\/strong>, <strong>Margherita Caputo<\/strong>, <strong>Gabriele Cascini<\/strong> mandolino a cinque ordini (detto mandola, mandolino, mandolino veneziano\/bolognese, Antonio Stradivari, Cremona 1680 &#8211; copia di Daniele Orlandi, Monticelli Brusati, 2019); mandolino a 4 ordini singoli (detto Cremonese o Bresciano, Museo Bagatti Valsecchi, Milano, copia di D. Orlandi, 2018); mandolino (mandolino napoletano Raffaele Calace jr, modello Classico A, Napoli 1981)&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Anh Tuan Auriemma<\/strong>,<strong> <\/strong>mandola bassa (copia di D. Orlandi, 2025, dall\u2019esemplare del Kunsthistorisches Museum Wien, nr. 8436, c37); chitarra barocca (Tiziano Rizzi 1989, da un quadro di E. Baschenis); chitarra<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lucia Caputo<\/strong>, <strong>Ruben Galloro<\/strong> violino<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lara Albesano<\/strong>, viola<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Stefano Beltrami<\/strong>, Violoncello<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La <strong>riscoperta dei manoscritti vivaldiani<\/strong> ha riportato il <strong>mandolino nella \u201cgrande\u201d musica<\/strong>, nel solco della sua tradizione pi\u00f9 significativa, quella settecentesca.&nbsp;<br>Dai <strong>primi anni Cinquanta del \u2019900<\/strong> abbiamo assistito al suo progressivo <strong>inserimento<\/strong> nei <strong>programmi delle nascenti orchestre d\u2019archi<\/strong>, poi divenute ambasciatrici della rinascita artistica della musica da camera barocca nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modello di <strong>mandolino<\/strong> utilizzato nella<strong> Venezia vivaldiana<\/strong> aveva <strong>cinque ordini<\/strong>.&nbsp;<br>Il <em>Concerto per due mandolini RV 532<\/em> verr\u00e0 eseguito con <strong>due mandolini copia da Antonio Stradivari <\/strong>(Cremona, 1680).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A quel tempo la \u201cSerenissima\u201d estendeva il suo territorio dalla laguna fino ai confini del Ducato di Milano, comprendendo le citt\u00e0, oggi in Lombardia, di Brescia e Bergamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A <strong>Brescia<\/strong> si trovano<strong> tracce di parte della storia famigliare e musicale dei Vivaldi<\/strong>. Il <strong>modello bresciano<\/strong> del <strong>mandolino<\/strong> era invece montato con <strong>4 ordini singoli e accordato per quinte<\/strong>, proprio come il violino: non \u00e8 quindi casuale che la presenza, nel manoscritto originale del <em>Concerto per mandolino RV 425<\/em>, di due versioni assai diverse in alcuni passaggi della parte solistica sia dovuta proprio alle caratteristiche dei due modelli di mandolino in uso a Venezia e Brescia.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a presentare le pagine dedicate da Vivaldi al mandolino attraverso i manoscritti presenti nella Biblioteca Nazionale di Torino, il programma si propone di offrire una <strong>visione il pi\u00f9 possibile completa riguardo alla possibile esecuzione mandolinistica di questi concerti:<\/strong> da quella storicamente informata a quella praticata con strumenti moderni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 esposta <strong>in mostra<\/strong>, a corredo, la <strong>partitura autografa originale<\/strong> del <em>Concerto per mandolino RV 425<\/em>.<br>Grazie alla generosa disponibilit\u00e0 della Fondazione Giovanni e Mariella Accornero, nel pomeriggio del 6 marzo saranno esposti alcuni mandolini storici del periodo vivaldiano provenienti da una delle collezioni pi\u00f9 prestigiose di strumenti a corde pizzicate<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Marted\u00ec 10 marzo 2026&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>alle ore 17:00, presso la <strong>Sala Luigi Firpo<\/strong> (I piano della Biblioteca Nazionale), avr\u00e0 luogo la <strong>presentazione del volume Am Ha-sefer<\/strong> &#8211; <em>Il popolo del libro. Lettori e bibliofili nell\u2019Italia ebraica tra il XVII e il XX secolo<\/em>, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2025.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Saranno presenti <strong>Dario Disegni<\/strong> (Presidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia e del Comitato Scientifico della Biblioteca Nazionale dell\u2019Ebraismo Italiano Tullia Zevi, curatore del libro), <strong>Germano Maifreda<\/strong> (Professore ordinario di Storia economica presso il Dipartimento di Studi storici dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, membro del Comitato Scientifico della Biblioteca Nazionale dell&#8217;Ebraismo Italiano Tullia Zevi, curatore del libro), <strong>Chiara Pilocane<\/strong> (ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell\u2019Universit\u00e0 di Torino) e <strong>Franca Porticelli<\/strong> (gi\u00e0 bibliotecaria della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una introduzione di Dario Disegni e Germano Maifreda, Chiara Pilocane offrir\u00e0 una <strong>sintesi sui fondi in lingua ebraica<\/strong>, manoscritti in particolare, <strong>conservati presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Verr\u00e0 quindi <strong>presentato<\/strong> il contributo di <strong>Franca<\/strong> <strong>Porticelli<\/strong> dal titolo <em>Alberto Gentili e il recupero degli autografi di Vivaldi<\/em>, pubblicato all\u2019interno del volume: il saggio indaga la figura di Alberto Gentili, docente di Storia della Musica all\u2019Universit\u00e0 di Torino e tra i protagonisti dell\u2019acquisizione della Raccolta Fo\u00e0 e della Raccolta Giordano conservate in Istituto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Venerd\u00ec 13 marzo 2026&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>alle ore 17:00, nell\u2019<strong>Auditorium Antonio Vivaldi della Biblioteca<\/strong>, concerto dimusica da camera, a cura di\u00a0Amit Dubester\u00a0(sassofoni) e Giancarlo Prossimo (pianoforte).<\/p>\n\n\n\n<p>Il programma del pomeriggio musicale comprende:<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Vivaldi (1678-1741) &#8211; 9\u2019<br>Sonata per flauto dolce alto e basso continuo in sol minore op. 13 N. 6 (RV 58) &#8220;Il Pastor Fido&#8221;<br>Vivace &#8211; Allabreve &#8211; Largo &#8211; Allegro ma non troppo\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Vivaldi (1678-1741) &#8211; 3\u2019<br>\u201eSiciliana\u201c dal concerto in re minore nella trascrizione di J. S. Bach BWV 596<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Benedetto Platti (1697-1763) &#8211; 12\u2019<br>Sonata per flauto in Sol maggiore, Op. 3, n. 2<br>Grave-Allegro-Adagio-Allegro molto<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Vivaldi (1678-1741) &#8211; 12\u2019<br>Sonata per flauto e basso continuo in Do maggiore (RV 48)<br>Affetuoso &#8211; Allegro assai &#8211; Larghetto &#8211; Allegro<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Vivaldi (1678-1741) &#8211; 8\u2019<br>Concerto per violino in la minore (RV 356)<br>(versione per sassofono alto arrangiata da James Rae)<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Vivaldi mor\u00ec quasi esattamente cento anni prima della pi\u00f9 celebre invenzione di Adolphe Sax: il sassofono.<br>Nel 1842, Hector Berlioz scriveva sul Journal des D\u00e9bats:<br>\u00abNon conosco alcuno strumento attualmente in uso che possa essere paragonato ad esso. \u00c8 pieno, morbido, vibrante, di enorme potenza e capace di essere addolcito\u00bb.<br>Strumento giovane ma dalla personalit\u00e0 straordinaria, il sassofono ha conosciuto fin da subito un rapido sviluppo, grazie alla sua ricchissima tavolozza sonora e alle grandi possibilit\u00e0 virtuosistiche. Ne \u00e8 nato un repertorio ampio e variegato, che comprende sia musica originale sia trascrizioni e arrangiamenti.<br>La natura camaleontica del sassofono rende questo concerto un&#8217;esperienza musicale unica: una reinterpretazione moderna di alcuni capolavori di Vivaldi per flauto e violino, nonch\u00e9 una sonata per flauto di Giovanni Benedetto Platti. Ne nasce un affascinante dialogo tra antico e contemporaneo, tra semplicit\u00e0 e virtuosismo, e un\u2019esplorazione di come mondi apparentemente lontani possano fondersi in un solo strumento.<br>La collaborazione pluriennale tra Amit Dubester e Giancarlo Prossimo, maturata in Svizzera, approda alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, offrendo al pubblico un\u2019esperienza intensa e stimolante di musica da camera.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Venerd\u00ec 20 marzo 2026<\/h3>\n\n\n\n<p>alle ore 11:00, nella <strong>sala mostre Filippo Juvarra <\/strong>della Biblioteca, <strong>talk<\/strong> di <strong>Federico Maria Sardelli<\/strong> su <em>Vivaldi secondo Vivaldi. Dentro i suoi manoscritti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico Maria Sardelli \u2013 direttore d\u2019orchestra, compositore, flautista e tra i massimi esperti dell\u2019opera di Vivaldi \u2013 restituir\u00e0 al pubblico gli esiti di lunghe e approfondite frequentazioni vivaldiane. Grazie a una ricognizione minuziosa sulle sue istruzioni musicali manoscritte offerte dal Prete rosso anche nei manoscritti in mostra, Sardelli metter\u00e0 in luce come le <strong>partiture<\/strong> siano, in genere, gi\u00e0 <strong>complete di molte indicazioni utili all&#8217;esecuzione<\/strong>.&nbsp;<br>Al contrario della vulgata \u2013 e sebbene Vivaldi non abbia lasciato nessuno scritto sulla sua musica, la sua poetica, il suo modo di comporla o eseguirla \u2013 queste carte lo rivelano come il<strong>compositore italiano barocco pi\u00f9 prodigo d&#8217;informazioni tecniche e musicali<\/strong>.&nbsp;<br>Guidati da Sardelli, entreremo in intimo contatto con i manoscritti del Prete rosso, scrigni di un&#8217;impressionante mole di notizie, cruciali per comprendere il suo modo d&#8217;intendere e d\u2019interpretare le sue creazioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Venerd\u00ec 20 marzo 2026<\/h3>\n\n\n\n<p>alle 17:00, nell\u2019<strong>Auditorium Antonio Vivaldi della Biblioteca<\/strong>, il maestro <strong>Federico Maria Sardelli<\/strong> dar\u00e0 vita allo <strong>spettacolo teatrale<\/strong> <em>L\u2019affare Vivaldi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Basato sull\u2019<strong>omonimo romanzo<\/strong> pubblicato da <strong>Sellerio<\/strong>, <em>L\u2019affare Vivaldi<\/em> \u00e8 un <strong>concerto-reading <\/strong>interamente dedicato all\u2019opera del Prete rosso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La narrazione si muove su diversi itinerari dando allo spettatore l\u2019opportunit\u00e0 di seguire, sia sul piano musicale sia su quello musicologico, l\u2019affascinante percorso di un enorme patrimonio musicale che ha rischiato di andare perduto.&nbsp;<br>La fortuna popolare delle <em>Quattro stagioni<\/em> di Vivaldi ha infatti certamente reso il nome del <strong>compositore familiare al grande pubblico<\/strong>, al punto forse di costituire un ostacolo alla conoscenza pi\u00f9 ampia della sua opera, vasta, complessa e affascinante.&nbsp;<br>I molti appassionati di Vivaldi, pur apprezzando le sue composizioni orchestrali, e la musica vocale, sia sacra che profana, spesso non sanno che <strong>grandissima parte dell\u2019opus vivaldiana<\/strong> \u00e8 rimasta <strong>per secoli<\/strong> sepolta <strong>nella biblioteca di famiglie aristocratiche pi\u00f9 o meno decadute<\/strong>, e che ha rischiato di non veder mai la luce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella compiuta da Sardelli \u00e8 l\u2019appassionante ricostruzione di un grande enigma culturale: la storia della discesa nell\u2019oblio della musica di Antonio Vivaldi, e della sua travolgente riscoperta, tra il Settecento e l\u2019Italia fascista.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sabato 21 marzo 1026<\/h3>\n\n\n\n<p>dalle ore 10:30 alle 12:30 apertura straordinaria con <strong>laboratorio didattico per bambini e famiglie<\/strong>.<br>Nella <strong>sala mostre Filippo Juvarra<\/strong> della Nazionale, i <strong>bambini<\/strong> saranno accompagnati in una <strong>visita guidata interattiva<\/strong>, adattata in base all&#8217;et\u00e0 dei partecipanti. In seguito, parteciperanno al laboratorio musicale <em>Emozioni in musica<\/em>: i bambini ascolteranno un brano di Vivaldi e ciascuno di loro ricever\u00e0 un <strong>pannello personale su cui lavorare<\/strong>, seguendo le <strong>emozioni<\/strong> <strong>ispirate dal brano<\/strong>.&nbsp;<br>Saranno messi a disposizione quattro box contenenti card a tema Stagioni, Colori, Sensazioni e Situazioni tra cui scegliere, per poi incollarle sul pannello e colorarle. In un secondo momento, i bambini saranno invitati a disegnare nello schema predisposto sul retro del pannello la propria storia su ispirazione del brano e delle card scelte. Alla fine del laboratorio ciascun bambino ricever\u00e0 un attestato di partecipazione e potr\u00e0 portare con s\u00e9 il proprio quadro delle emozioni in musica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Marted\u00ec 24 marzo 2026<\/h3>\n\n\n\n<p>alle 17:00, nella sala mostre <strong>Filippo Juvarra<\/strong> della Biblioteca, avr\u00e0 luogo il <strong>talk<\/strong> in mostra a cura di <strong>Elena Franchi<\/strong> su <em>Pubblico e privato modelli in cammino<\/em>, e <strong>Laura Nicora<\/strong> su <em>Il valore storico, culturale ed economico dei documenti di Vivaldi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Come titolare di una biblioteca musicale notificata dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del territorio, Elena Franchi racconter\u00e0 il progetto che ha cercato di realizzare negli anni per mettere a disposizione di studiosi, musicisti e appassionati il prezioso materiale librario e documentario di sua propriet\u00e0, con la consapevolezza che vasto e ricchissimo \u00e8 il granaio delle biblioteche e degli archivi pubblici, ma che altrettanto feconda pu\u00f2 rivelarsi la sinergia con il mondo del collezionismo privato.&nbsp;<br>Lo rivela anche l\u2019emblematica vicenda di intermediazione e mecenatismo privato che cento anni fa consent\u00ec allo Stato italiano di entrare in possesso degli autografi vivaldiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto proseguir\u00e0 poi con l\u2019intervento della musicologa <strong>Laura Nicora<\/strong>.&nbsp;<br>Un documento ha valore culturale e storico quando rappresenta una testimonianza viva del nostro passato. I <strong>27 volumi manoscritti<\/strong>, quasi interamente autografi di Antonio Vivaldi, custoditi presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, costituiscono un <strong>patrimonio storico e artistico di valore universale<\/strong>.&nbsp;<br>Vivaldi \u00e8 infatti riconosciuto come uno dei pi\u00f9 grandi compositori di ogni epoca e la sua musica continua ad essere tra le pi\u00f9 eseguite al mondo. Oltre al loro straordinario valore storico e culturale, <strong>questi documenti hanno anche un grande valore economico<\/strong>, determinato da molteplici fattori che verranno approfonditi nel corso dell\u2019incontro.&nbsp;<br>Laura Nicora guider\u00e0 il pubblico nell\u2019affascinante universo dei manoscritti antichi, un tempo unico veicolo di diffusione della cultura e della musica. Illustrer\u00e0 i criteri e le criticit\u00e0 che caratterizzano la valutazione economica, introducendo i temi dell\u2019<strong>autenticazione delle carte<\/strong> e del <strong>riconoscimento delle grafie autografe<\/strong>.&nbsp;<br>L\u2019intervento si concluder\u00e0 con il racconto di alcuni clamorosi <strong>casi di falsificazione<\/strong> che hanno coinvolto celebri protagonisti della storia musicale, compreso lo stesso Vivaldi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gioved\u00ec 26 marzo 2026<\/h3>\n\n\n\n<p>alle 17:00, nell\u2019<strong>Auditorium Antonio Vivaldi <\/strong>della Nazionale, avr\u00e0 luogo il <strong>talk in<\/strong> <strong>mostra <\/strong>a cura della professoressa <strong>Annarita Colturato<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Torino, <em>La &#8220;mano famosa di Monsieur Estienne Roger&#8221;. Vivaldi e la stampa musicale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Contrariamente a quel che si \u00e8 spesso portati a pensare, ben dopo l\u2019introduzione della stampa <strong>la musica ebbe larghissima circolazione in forma manoscritta<\/strong>. La produzione di Antonio Vivaldi non fece eccezione e, vivente il compositore, solo una dozzina delle sue raccolte di sonate e concerti and\u00f2 a stampa. Nel caso delle <strong>sonate op. 1-2<\/strong>, egli si rivolse a due veneziani che adottavano la <strong>tecnica a caratteri mobili<\/strong> (Giuseppe Sala e Antonio Bortoli).&nbsp;<br>A partire dall\u2019<strong>Estro armonico op. 3<\/strong>, invece, affid\u00f2 la propria musica strumentale a <strong>Estienne Roger<\/strong>, alla figlia minore di quest\u2019ultimo (Jeanne) e al marito della figlia maggiore (Michel-Charles Le C\u00e8ne), tutti attivi ad <strong>Amsterdam<\/strong>; l\u2019adozione della calcografia e l\u2019ampiezza della loro rete commerciale garantirono alla produzione vivaldiana (<em>Stagioni<\/em> in testa) una resa del testo e una diffusione altrimenti impensabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha collaborato <strong>dott. Fabio Uliana<\/strong>, Responsabile del settore manoscritti e rari della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":0,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"class_list":["post-9846","areastampa","type-areastampa","status-publish","hentry"],"acf":{"titolo":"Marzo con Vivaldi","data-comunicato-stampa":"20260226","bottone_download":""},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Marzo con Vivaldi | Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/en\/areastampa\/marzo-con-vivaldi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Marzo con Vivaldi | Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Da mercoled\u00ec 4 marzo a gioved\u00ec 26 marzo 2026 presso la Sala Mostre Filippo Juvarra della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino esponiamo al pubblico gli scritti in gran parte autografi del compositore veneziano, patrimonio della Nazionale di Torino.&nbsp; 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