{"id":2670,"date":"2024-03-12T12:43:59","date_gmt":"2024-03-12T11:43:59","guid":{"rendered":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/?page_id=2670"},"modified":"2025-10-03T15:08:49","modified_gmt":"2025-10-03T13:08:49","slug":"c-plinius-secundus-historia-naturalis","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/","title":{"rendered":"C. Plinius Secundus, Historia Naturalis"},"content":{"rendered":"<section class=\"l-section wpb_row link-yellow height_auto\"><div class=\"l-section-h i-cf\"><div class=\"g-cols vc_row via_flex valign_top type_default stacking_default\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"g-cols wpb_row via_flex valign_top type_default stacking_default\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container container-accordion\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"wpb_text_column\"><div class=\"wpb_wrapper\"><p><span style=\"color: #00496f;\"><strong>(Testi di Federica Toniolo, Universit\u00e0 di Padova)<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"g-cols wpb_row via_flex valign_top type_default stacking_default\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container container-accordion\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"w-vwrapper align_none valign_top\"><div class=\"wpb_text_column intestazione-accordion\"><div class=\"wpb_wrapper\"><h2>La storia<\/h2>\n<p>Il prestigioso manoscritto dell\u2019Historia Naturalis di Plinio che reca oggi collocazione J.I.22-23 venne confezionato su commissione di Ludovico Gonzaga per poi essere acquistato nel 1627 da Carlo Emanuele I di Savoia (Pettenati 2011 a-b); l\u2019inventario stilato nel 1659 ad opera di Giulio Torrini colloca il prezioso manufatto nella Grande Galleria, una sorta di wunderkammer realizzata dal Duca sabaudo in una manica di collegamento (oggi non pi\u00f9 esistente) tra l\u2019attuale Palazzo Reale e Palazzo Madama a Torino (Porticelli 2016). Nel secolo successivo, il manoscritto entr\u00f2, definitivamente, nei fondi della Biblioteca del Regio Ateneo torinese, istituita nel 1720 da Vittorio Amedeo II di Savoia.<\/p>\n<\/div><\/div>[custom_accordion button_text=&#8221;Leggi di pi\u00f9&#8221; title=&#8221;Le origini&#8221;]\n<p>Il codice \u2013 realizzato in un unico volume ma, gi\u00e0 dall\u2019Ottocento, suddiviso in due unit\u00e0 bibliografiche (Giaccaria 1986) \u2013 venne danneggiato dall\u2019incendio che nella notte tra il 25 e 26 gennaio 1904 devast\u00f2 la Biblioteca torinese, all\u2019epoca situata in Via Po: i volumi persero completamente la legatura e le carte bruciarono in pi\u00f9 punti, in particolare in corrispondenza del dorso della coperta e nella parte superiore dei margini (Giaccaria 1986). Si decise da subito il recupero dei 31 fogli miniati, trascurando quelli occupati dal solo testo dell\u2019opera: 16 furono oggetto degli interventi di Carlo Marr\u00e9 che vi lavor\u00f2 negli anni 1915-1916, mentre dei restanti 15 si occup\u00f2, nel periodo 1925-1926, Erminia Caudana, allieva proprio del Marr\u00e9.<\/p>\n<p>Come ricostruito da Angelo Giaccaria le carte, agglutinate a causa del fuoco, furono distaccate, ammorbidite, distese, spianate e risarcite, mentre vennero fissati i pigmenti del colore. Al recupero dei fogli con il solo testo provvidero, pi\u00f9 tardi, Erminia Caudana e Amerigo Bruna (anni 1952-1960): in tale occasione ebbe luogo lo sbloccaggio, l\u2019ammorbidimento, la distensione e lo spianamento delle pergamene, successivamente rinforzate nelle parti pi\u00f9 fragili mediante applicazione di un sottilissimo velo di seta. Le carte, ancorate a due a due su un bifoglio cartaceo, vennero quindi riposte in tre grandi raccoglitori in tela e in legno (Giaccaria 1986).<\/p>\n<p>Tutte queste operazioni portarono anche ad una doppia numerazione delle carte miniate: la prima tiene conto della cartulazione complessiva del codice, mentre la seconda \u00e8 specifica dei 31 fogli, progressivamente percepiti come elemento \u201ca s\u00e9\u201d, tanto da essere custoditi in apposite scatole conservative. Tale dato \u00e8 corroborato anche dalle numerose richieste di prestito delle sole miniature \u2013 ad iniziare dalla Mostra storica nazionale della miniatura tenutasi a Roma nel 1953 \u2013 tanto da aver \u00abfatto perdere di vista la grandiosit\u00e0 dell\u2019impresa\u00bb (Pettenati 2011b) che port\u00f2 all\u2019allestimento dell\u2019intero manufatto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Bibliografia essenziale:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>Giaccaria 1986<br \/>\nA. Giaccaria, n. 20, in Manoscritti danneggiati nell\u2019incendio del 1904. Mostra di recuperi e di restauri, catalogo della mostra (Torino 1986), Torino 1986, pp. 32-33.<\/li>\n<li>Pettenati 2011a<br \/>\nS. Pettenati, Manoscritti dei Gonzaga nella Grande Galleria, in Il Teatro di tutte le scienze e le arti. Raccogliere libri per coltivare idee in una capitale di et\u00e0 moderna. Torino 1559-1861, catalogo della mostra, a cura di M. Carassi, I. Massab\u00f2 Ricci, S. Pettenati et alii, (Torino, Archivio di Stato, 2011-2012), Torino 2011, pp. 121.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Bibliografia essenziale (cont.):<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>Pettenati 2011b<br \/>\nS. Pettenati, scheda 96, in Il Teatro di tutte le scienze e le arti. Raccogliere libri per coltivare idee in una capitale di et\u00e0 moderna. Torino 1559-1861, catalogo della mostra, a cura di M. Carassi, I. Massab\u00f2 Ricci, S. Pettenati et alii, (Torino, Archivio di Stato, 2011-2012), Torino 2011, pp. 122-124.<\/li>\n<li>Porticelli 2016<br \/>\nF. Porticelli, scheda 58, in Piemonte, bonnes nouvelles: testimonianze di storia sabauda nei fondi della Biblioteca nazionale universitaria di Torino nel 600\u00b0 anniversario del Ducato di Savoia, catalogo della mostra, a cura di Franca Porticelli, Andrea Merlotti, Gustavo Mola Di Nomaglio (Torino, Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, 2016), Torino 2016, pp. 96-97<\/li>\n<\/ul>\n[\/custom_accordion]<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"g-cols wpb_row via_flex valign_top type_default stacking_default\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container container-accordion\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"w-vwrapper align_none valign_top\"><div class=\"wpb_text_column intestazione-accordion\"><div class=\"wpb_wrapper\"><h2>L&#8217;opera<\/h2>\n<p>L\u2019apparato decorativo e illustrativo del Plinio di Torino costituisce uno dei vertici della miniatura italiana del Rinascimento. Il codice, commissionato da Ludovico Gonzaga, \u00e8 specchio della qualit\u00e0 raggiunta dalla cultura visiva mantovana negli anni in cui, dopo Pisanello, Andrea Mantegna era pittore di corte. Si tratta di un vero oggetto di lusso, esempio del mecenatismo della corte gonzaghesca al pari di altre imprese decorative quali la celebre Camera picta o Camera degli Sposi in Palazzo Ducale, affrescata da Mantegna (1465-74).<\/p>\n<\/div><\/div>[custom_accordion button_text=&#8221;Leggi di pi\u00f9&#8221;]\n<p>La destinazione di questo codice umanistico fu nell\u2019origine privata e destinata a pochi fruitori capaci di comprendere, sfogliando il manoscritto, non solo il contenuto di questa summa delle conoscenze naturali del mondo antico, a quei tempi richiesta e amata, ma anche di capire e apprezzare l\u2019interpretazione data al testo attraverso le figurazioni a tempere colorate corredate da luccicanti e preziose lamine d\u2019oro. Il manoscritto, esemplato tra il 1463 e il 1468 dal calligrafo Matteo Contugi da Volterra, inizi\u00f2 ad essere miniato tra il 1468 e il 1478 anno di morte di Ludovico Gonzaga. I lavori dovettero per\u00f2 continuare anche durante il governo di Federico e di Francesco II Gonzaga perch\u00e9 una lettera a questo principe del 1489 restituisce l\u2019informazione che Pietro Guindaleri, il principale miniatore del Plinio, a questa data lavorava ancora. Sappiamo inoltre da una corrispondenza del 1506 tra Isabella d\u2019Este e il conte Fregosino Fulgoso, nella cui casa era morto nello stesso anno Pietro Guindaleri, che il conte si impegnava a restituire alla marchesa \u2018i principi\u2019 del Plinio ancora sfascicolati. Lo stato di non finito del codice oggi a Torno \u00e8 del resto evidente in quanto alcune carte risultano prive di ornamento e altre non sono del tutto completate. Le 31 carte miniate, sfortunatamente danneggiate dall\u2019incendio che devast\u00f2 la Biblioteca Nazionale di Torino nel 1904, si trovano ad apertura dei libri della Naturalis historia: in alcune di esse i ricchi fregi sui margini e sulle iniziali sono dipinti con l\u2019ornato a bianchi girari e a cappi intrecciati con evidente ripresa, sebbene rielaborata, di esperienze decorative gi\u00e0 presenti nei codici umanistici anche della prima met\u00e0 del Quattrocento; in altre, invece, appaiono lettere epigrafiche sfaccettate o frontespizi architettonici con rilievi e statue all\u2019antica chiaramente mutuate dalle sperimentazioni condotte tra Padova e Venezia a partire dagli anni sessanta del XV secolo dal grande calligrafo Bartolomeo Sanvito e dai miniatori che con lui lavorarono.<\/p>\n<p>Ornati dell\u2019una e dell\u2019altra tipologia sono presenti in altri codici gonzagheschi quali le Commedie di Plauto (Madrid, Biblioteca Nacional, ms. Vit. 22-5) realizzate alla fine del settimo decennio per Ludovico Gonzaga, scritte dallo stesso Matteo Contugi da Volterra e miniate dal ferrarese Guglielmo Giraldi, con cappi intrecciati molto vicini a quelli del Plinio, il Filocolo di Boccaccio scritto da Andrea da Lodi per Ludovico e attribuito a Iacopo Bellanti da Galatina (Oxford, Bodleian Library, ms. Canon. Ital. 85) e l\u2019esemplare contenente la prima deca delle storie di Tito Livio (Torino, Biblioteca Nazionale Universitaria, ms. J. II. 5), scritto da Bartolomeo Sanvito nella prima met\u00e0 degli anni sessanta e decorato con architettura all\u2019antica contenente i titoli da un\u2019artista riconosciuto per motivi stilistici con Giovanni Corenti.<br \/>\nUn\u2019altra decorazione presente nel manoscritto, sempre di stampo antiquario, \u00e8 quella delle candelabre classiche in risparmiato giustamente messe a confronto con l\u2019ornato della Camera Picta.<br \/>\nLe immagini rispecchiano i contenuti dell\u2019opera di Plinio visualizzando con la pittura, arte capace di rappresentare il vero, l\u2019dea di una natura in cui l\u2019uomo attraverso il suo agire interviene. Le scene sono dipinte entro tondi posti al centro del margine inferiore delle carte e, pi\u00f9 raramente, entro spazi illusionisticamente creati alla base dei frontespizi architettonici. In tutte queste raffigurazioni \u00e8 raggiunto un armonico rapporto tra il paesaggio naturale, la memoria dell\u2019antico e il lavoro dell\u2019uomo in una interpretazione propria del Rinascimento di area veneta e padana e in particolare vicina al linguaggio figurativo di Andrea Mantegna. Paesaggi rocciosi o verdeggianti, laghi e marine, citt\u00e0 e edifici, sono costruiti con precisione lenticolare creando, attraverso il disegno e la modulazione della luce nel colore, spazi che si estendono in profondit\u00e0 quasi a volere sottolineare il superamento della bidimensionalit\u00e0 del supporto pergamenaceo.<\/p>\n<p>A volte, i miniatori scelgono di lasciare la sola natura a fare da protagonista della scena, o, suggestionati anche dalle medaglie di Pisanello, raffigurano entro i paesaggi un animale o un oggetto; altri tondi o scene alla base dei frontespizi architettonici presentano la natura abitata da figure umane, quali medici, viandanti, speziali, operai e contadini, in pose di scorcio e con volti espressivi. Mantova \u00e8 ritratta pi\u00f9 volte dai pittori del Plinio di Torino che ne evocano palazzi, chiese e quello specchio lacustre che la circonda ancora oggi; anche la corte gonzaghesca \u00e8 celebrata nelle miniature con riproposizione di stanze, loggiati, arredi e attraverso la presenza nelle scene di figure di paggi e cortigiani vestiti alla moda rinascimentale. Sono chiari rimandi alla famiglia Gonzaga le imprese dipinte del sole androprosopo nel Libro XIII (f. 188r) e della cerbiatta che guarda il sole nel Libro XXXIII (f. 457r). Nelle miniature vi sono spesso rinvii all\u2019antico nell\u2019intento di creare una sintonia con quanto narrato da Plinio: archi di trionfo, porte urbiche, terme, paesaggi con vestigia in rovina. Attraverso una visualizzazione realistica gli artisti riescono a restituire anche la materia fantastica e aneddotica del testo come accade ad esempio nella scena dei maghi che, in cerchio, cacciano i diavoli dipinta nel frontespizio del Libro XXX (f. 425r).<br \/>\nIl riconoscimento delle mani che operarono nel Plinio e la loro identificazione \u00e8 argomento molto discusso dalla critica alle cui ampie riflessioni rimandiamo. A complicare la lettura \u00e8 il fatto che l\u2019esecuzione dell\u2019apparato illustrativo e decorativo avvenne a fogli sciolti, dunque non in modo rigorosamente continuativo dal principio alla fine del codice ma con interventi discontinui. Va detto comunque che i primi libri recano decorazioni a bianchi girari e cappi intrecciati di gusto pi\u00f9 arretrato rispetto a quelli a candelabre classiche che si incontrano nel seguito del volume.<br \/>\nIl maggior responsabile dell\u2019opera \u00e8 certamente maestro Pietro, ricordato nei documenti dal 1468 come responsabile del Plinio e riconosciuto in Pietro Guindaleri da Cremona, artista attivo alla corte mantovana, di cui per\u00f2 la Naturalis historia \u00e8 l\u2019unica opera documentata.<\/p>\n<p>Al miniatore potrebbero comunque essere riferite per ragioni di stile la miniatura con San Giovanni nell\u2019Evangeliario di Federico da Montefeltro, scritto da Matteo Contugi tra il 1477 e il 1478 (Citt\u00e0 del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, ms. Urb. lat. 10), in effetti paragonabile negli esiti grafici e cromatici alle prove mature del Plinio. A Guindaleri sono stati attribuiti anche alcuni fogli di un Libro d\u2019ore appartenuto presumibilmente a Isabella d\u2019Este, databile tra il 1485 e il 1490 e scritto da Bartolomeo Sanvito, oggi divisi tra il Mus\u00e9e Cond\u00e9 di Chantilly (Divers VI, 356-357), la Houghton Library (Cambridge, Mass. Ms. Typ 213) e una collezione privata, un\u2019opera comunque dipinta da almeno due mani.<br \/>\nLa prolungata attivit\u00e0 di Pietro Guindaleri nel Plinio, testimoniata dalla documentazione, rende complicata la seriazione cronologica dei suoi interventi che come si \u00e8 detto vennero fatti a fogli sciolti e non seguono l\u2019ordine dei libri. Sembra comunque percepibile una maturazione del suo linguaggio. Alcuni tondi, ad esempio quelli dei Libri IV (f. 58v), V (f. 69r) VI (f. 82r), forse eseguiti poco dopo il 1468 o nei primi anni settanta, mostrano un approccio micrografico e lenticolare delle opere di Mantegna in cui sono ravvisabili confronti ancora con gli affreschi della Cappela Ovetari nella chiesa degli Eremitani a Padova, con le predelle della pala di San Zeno destinata all\u2019abbazia di San Zeno a Verona e con le prime opere mantovane. Queste miniature sono da porre in stretta relazione anche con Girolamo da Cremona, miniatore del Messale di Barbara di Brandeburgo Gonzaga (Mantova, Museo Diocesano) anch\u2019egli emulo di Andrea Mantegna che gi\u00e0 nel 1469 si era trasferito a Siena.<br \/>\nAltre prove presumibilmente da scalare negli anni settanta, mostrano una interpretazione sempre pi\u00f9 consapevole dell\u2019opera del pittore padovano cogliendone gli esiti pi\u00f9 avanzati delle pitture e degli affreschi eseguiti a Mantova e in particolare della Camera Picta terminata nel 1474 e del trittico degli Uffizi. Qui ad esempio potrebbe inserirsi il frontespizio con il Consulto dei medici ad un principe (Libro XXVI f. 371v), vero omaggio agli spazi della corte mantovana dove i cavalli sono chiaramente ripresi da quelli affrescati nella scena dell\u2019Incontro della Camera Picta.<\/p>\n<p>La morte di Ludovico Gonzaga, committente del Plinio, potrebbe aver segnato un momento di pausa del lavoro del nostro miniatore, che, se \u00e8 giusta l\u2019attribuzione del San Giovanni nei Vangeli di Federico, sarebbe in quel momento entrato in contatto anche con le opere dei miniatori ferraresi ad Urbino e avrebbe potuto conoscere sperimentazioni pi\u00f9 mature del frontespizio architettonico presenti nei manoscritti della biblioteca di Federico da Montefeltro. In tal senso \u00e8 possibile che in questa fase vengano realizzati i frontespizi del Libro XXIX (f. 414v) con il Consesso dei medici e l\u2019offerta di un medicamento a un sovrano, peraltro ancora con i cavalli, e del Libro XXX (f. 425r) con i Maghi che evocano i diavoli dove l\u2019architettura si fa pi\u00f9 essenziale e monumentale, le figure sono pi\u00f9 espressive e il colore \u00e8 pi\u00f9 saturo.<br \/>\nE\u2019 plausibile ritenere che negli anni ottanta Guindaleri dipinga alcuni tondi pi\u00f9 evoluti stilisticamente, dove le composizioni divengono pi\u00f9 essenziali e patetiche e la luce si fa atmosferica. Tra questi figurano ad esempio L\u2019elefante cavalcato da un nero del Libro VIII (f. 114v), l\u2019Aratura del libro XVIII (f. 251r), la cosiddetta Pesca al tramonto del Libro XXXII (f. 445v) ed anche il Combattimento dei tritoni del Libro IX (f. 131r) tutte scene che hanno fatto pensare alla critica all\u2019intervento dello stesso Andrea Mantegna, oggi scartato, ma suggestivo per comprendere il grado di maestria raggiunto da Guindaleri nella sapienza del disegno specie per la resa in scorcio delle figure e nell\u2019armonia compositiva. La testa del cavallo al centro del combattimento dei Tritoni \u00e8 ripresa dall\u2019incisione con la Zuffa degli dei marini di Mantegna.<br \/>\nLe ultime prove di Guindaleri nel manoscritto, forse degli anni novanta, potrebbero essere una serie di tondi dove assistiamo ad una realizzazione pi\u00f9 delicata delle figure, rese con un uso inconfondibile delle lumeggiature dorate e colori schiariti quali ad esempio il Plinio nello studio del Libro I (f. 1r) e le donne che lavorano il lino del Libro XXIII (f. 275r). In tal senso sarebbe da approfondire il confronto tra queste superbe e sottili prove grafiche di morbida resa e quelle dei fogli sciolti dell\u2019Ufficio oggi smembrato che venne realizzato in due campagne decorative tra il 1485 e il 1494 e che appartenne ad Isabella d\u2019Este giustamente avvicinato a Guindaleri e alla sua attivit\u00e0 nel Plinio con l\u2019aiuto di un\u2019altro miniatore a lui vicino.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione di Guindaleri \u00e8 stata messa in relazione a sollecitazioni nate dal paragone con le invenzioni dei frontespizi del Libro XII (f. 178v) e del Libro XXXI (f. 436r) nei quali si \u00e8 proposto di individuare la presenza di un\u2019altra mano identificata con quella del miniatore Giovanni Corenti. Il riconoscimento si basa sulla vicinanza di queste prove con un codice firmato da Corenti contenente la Vita Braccii Fortebraccii di Giovanni Campano scritta per Federico da Montefeltro nel 1482 (Citt\u00e0 del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, <a href=\"https:\/\/spotlight.vatlib.it\/humanist-library\/catalog\/Urb_lat_326\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Urb. lat. 326<\/a>). Anche Corenti, di cui non conosciamo l\u2019origine, si allineerebbe qui sullo stile di Mantegna, ma diversificandosi per i frontespizi marmorei solenni marezzati, gremiti da statue e rilievi all\u2019antica, per i cieli infuocati, le rocce finemente lumeggiate e l\u2019espressivit\u00e0 caricata dei volti. Tali caratteristiche mostrerebbero come questo maestro sia un pi\u00f9 profondo conoscitore della miniatura ferrarese e in particolare del miniatore Guglielmo Giraldi oltre che delle prove all\u2019antica della miniatura veneto-padovana. Del resto se \u00e8 giusta l\u2019attribuzione a Corenti del Tito Livio dei Gonzaga sopra citato egli era gi\u00e0 dagli anni sessanta in contatto con la corte mantovana e in rapporto con Bartolomeo Sanvito. Il frontespizio con la raffigurazione dei bagnanti nelle terme del Libro XXXI (f. 436r) potrebbe essere dipinto verso la met\u00e0 degli anni settanta in quanto mantegnesco e ferrarese, mentre quello del Libro XII (f. 178v) \u00e8 pi\u00f9 in linea, specie nei rilievi dorati e nelle statue in simil bronzo, con il manoscritto di Campano per Federico da Montefeltro del 1482. A Giovanni Corenti la critica ha attribuito anche il principio del Libro VIII (f. 93r) con fregio in lamina d\u2019oro, cappi azzurri e fioroni, contenente un tondo raffigurante un sapiente in un paesaggio infuocato dalla luce del tramonto, molto vicino alle opere della scuola ferrarese nella rupe rocciosa posta a destra nella scena.<\/p>\n<p>Se veramente nel Plinio intervenne anche Corenti egli si alline\u00f2 a una cultura visiva assai vicina a quella di Guindaleri rispettando l\u2019idea unitaria che fu alla base delle volont\u00e0 della committenza.<br \/>\nI rapporti tra la corte dei Gonzaga, quella estense e quella urbinate specie tra gli anni settanta e i primi anni ottanta, sostengono la possibilit\u00e0 di una circolazione di artisti. Per Urbino lavor\u00f2 anche il calligrafo del Plinio Matteo Contugi da Volterra. Ferrarese era Guglielmo Giraldi che lavor\u00f2 anche per i Gonzaga e per Federico da Montefeltro.<br \/>\nAlcuni storici dell\u2019arte ritengono invece che non vi sia la mano di Corenti e attribuiscono l\u2019intera responsabilit\u00e0 dell\u2019opera a Pietro Guindaleri, unico artista documentato, che nel tempo seppe evolvere il suo linguaggio e forse usufru\u00ec dell\u2019aiuto di collaboratori.<br \/>\nLa critica \u00e8 comunque giustamente unanime nel ritenere che le pitture del Plinio Gonzaga siano una testimonianza della ricezione dell\u2019arte di Andrea Mantegna; riconosce inoltre nelle invenzioni dei frontespizi del manoscritto torinese esempi eminenti di quel processo inventivo che rese la miniatura italiana del secondo Quattrocento un modello per quella europea e per le scelte decorative dei libri a stampa.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Bibliografia essenziale per le miniature:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>W. Braghirolli, Documenti inediti per servire ai Musei d\u2019Italia, I, Firenze-Roma 1878, pp. 41-42.<\/li>\n<li>Anonimo, recensione a A. Luzio, Isabella d\u2019Este e Francesco Gonzaga promessi sposi [1908], \u201cGiornale Storico della Letteratura italiana\u201d LIII (1909), p. 169.<\/li>\n<li>F. Carta, Cronache d\u2019arte, \u201cResto del Carlino\u201d, 27 novembre 1896, p. 2.<\/li>\n<li>Kristeller 1901, p. 462<\/li>\n<li>A. Bovero, Ferrarese Miniatures at Turin, \u201cThe Burlington Magazine\u201d, XCIX, 1957, pp. 261-265.<\/li>\n<li>Mostra dei codici gonzagheschi. La biblioteca dei Gonzaga da Luigi I ad Isabella 1328-1540, catalogo della mostra a cura di U. Meroni, (Mantova 1966), Mantova 1966, pp. 27, 56-58, 80-81, n. 19.<\/li>\n<li>M. Bonicatti, Contributi marginali alla pittura veneta della Rinascita, \u201cRivista dell\u2019Istituto Nazionale d\u2019Archeologia e Storia dell\u2019Arte\u201d, n. s., 8 (1958), pp. 248-291.<\/li>\n<li>M. Bonicatti, Aspetti dell\u2019umanesimo nella pittura veneta dal 1455 al 1515, Roma 1964, p. 47, nota n. 2.<\/li>\n<li>A. Giaccaria, n. 20, in Manoscritti danneggiati nell\u2019incendio del 1904. Mostra di recuperi e di restauri, catalogo della mostra (Torino 1986), Torino 1986, pp. 32-33.<\/li>\n<li>A. Conti, Andrea Mantegna. Pietro Guindaleri ed altri maestri nel \u201cPlinio\u201d di Torino, \u201cProspettiva\u201d (Scritti in onore di Giovanni Previtali), 53-56, 1988-1989, pp. 264-277.<\/li>\n<li>G. Lazzi, scheda n. 142, in Vedere i classici. L\u2019illustrazione libraria dei testi antichi dall\u2019romana al tardo medioevo, catalogo della mostra (Citt\u00e0 del Vaticano, 1996-1997), Citt\u00e0 del Vaticano 1997, pp. 488-490<\/li>\n<li>S. Marcon, voce Corenti Giovanni, in Dizionario Biografico dei Miniatori Italiani. Secoli IX-XVI, a cura di M. Bollati, Milano 2004, pp. 175-176.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Bibliografia essenziale per le miniature (cont.):<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>G. Zanichelli, voce Guindaleri Pietro in Dizionario Biografico dei Miniatori Italiani. Secoli IX-XVI, a cura di M. Bollati, Milano 2004, pp. 346-347.<\/li>\n<li>G. Mariani Canova, I libri miniati dei Gonzaga: un percorso di gusto e di cultura; scheda III. 15, in Andrea Mantegna e i Gonzaga: Rinascimento nel Castello di San Giorgio, a cura di F. Trevisani, (Mantova, 16 settembre 2006- 14 gennaio 2007), Electa Milano 2006, pp. 83-89; pp. 234-243.<\/li>\n<li>T. D\u2019Urso, scheda n. 10 A e B, in Enluminures Italiennes Chefs d\u2019Oeuvre di Mus\u00e9e Cond\u00e9, Paris 2000, pp. 40-44.<\/li>\n<li>V. Farinella, I pittori, gli umanisti, il committente: problemi di ruolo a Schifanoia in Il Palazzo Schifanoia a Ferrara, a cura di S. Settis, W. Cupperi, II, Modena 2007, p. 120 nota 36.<\/li>\n<li>F. Toniolo, I miniatori ferraresi e padani alla corte di Federico di Montefeltro, in Ornatissimo Codice. La biblioteca di Federico di Montefeltro, catalogo della mostra (Urbino 2008) a cura di M. Peruzzi con la collaborazione di C. Caldari e L. Mochi Onori, Milano 2008, pp. 79-89.<\/li>\n<li>S. L\u2019Occaso, scheda 110-111, in Mantegna 1431-1506, catalogo della mostra, a cura di G. Agosti, D. Thi\u00e9baut, (Parigi, Mus\u00e9e du Louvre, 26 settembre 2008-5 gennaio 2009), Milano 2008, pp. 283-284.<\/li>\n<li>G. Mariani Canova, La natura dipinta: il Plinio Gonzaga e i suoi miniatori, \u201cRivista di Storia della Miniatura\u201d, 12 (2008), pp. 34-44.<\/li>\n<li>S. Pettenati, scheda 96, in Il Teatro di tutte le scienze e le arti. Raccogliere libri per coltivare idee in una capitale di et\u00e0 moderna. Torino 1559-1861, catalogo della mostra, a cura di M. Carassi, I. Massab\u00f2 Ricci, S. Pettenati et alii, (Torino, Archivio di Stato, 2011- 2012), Torino 2011, pp. 122-124.<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Bibliografia essenziale per le miniature (cont.):<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>S. Blake McHam, Pliny and the artistic culture of the Italian Renaissance : the legacy of the Natural history, London 2013<\/li>\n<li>S. Fumian, Una nuova proposta per il miniatore del Filocolo Gonzaga (Oxford, Bodleian Library, Ms. Canon. Ital. 85), in Il codice miniato in Europa. Libri per la chiesa, per la citt\u00e0, per la corte, Padova 2014, pp.509-523.<\/li>\n<li>J. J. G. Alexander, The Painted Book in Renaissance Italy 1450-1600, Yale University Press . New Haven and London 2016, p. 68, 109, 211 e note 216-217.<\/li>\n<li>F. Toniolo, La Bibbia in Italia nel Rinascimento, in Bibbia. Immagini e Scrittura nella Biblioteca Apostolica Vaticana, a cura di A. Piazzoni, F. Manzari, Parma 2017, pp. 252-261.<\/li>\n<li>L. Nuvoloni, scheda n. 232, in Beyond Words. Illuminated Manuscripts in Boston Collections, catalogue of the exhibition, edited by J. F. Hamburger et alii, (Boston 2016) Boston 2016, pp. 291-293.<\/li>\n<\/ul>\n[\/custom_accordion]<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"g-cols wpb_row container-text via_flex valign_top type_default stacking_default\"><div class=\"vc_col-sm-12 wpb_column vc_column_container container-accordion\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\"><div class=\"wpb_text_column us_custom_f37aca33 border-bottom\"><div class=\"wpb_wrapper\"><h2><span style=\"color: #00496f;\"><strong>Testo delle carte miniate<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><a href=\"\/biblioteca-digitale-evt\/manoscritti-evt\/evt_Plinio\/#\/imgTxt?d=doc_1&amp;p=page_1&amp;s=text-body-div&amp;e=diplomatic\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">clicca qui per vederlo<\/a><\/p>\n<\/div><\/div><div class=\"wpb_text_column us_custom_4cfb87d6\"><div class=\"wpb_wrapper\"><h2><strong><span style=\"color: #00496f;\">Miniature (commento di Federica Toniolo, Universit\u00e0 di Padova)<\/span><\/strong><\/h2>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-1-c-1r\/\">Miniatura n. 1 \u2013 c. 1r<\/a> <strong>\u2013 Plinio seduto a tavolino nel suo studio, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-2-f-275r\/\">Miniatura n. 2 \u2013 f. 275r<\/a> \u2013 <strong>Libro XIX. Lini natura et miracula, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-3-f-216r\/\">Miniatura n. 3 \u2013 f. 216r<\/a> \u2013 <strong>Libro XVI. Silvestrium arborum naturae, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-4-f-197r\/\">Miniatura n. 4 \u2013 f. 197r<\/a> \u2013 <strong>Libro XVI. Silvestrium arborum naturae, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-5-f-131r\/\">Miniatura n. 5 \u2013 f.131r<\/a> \u2013 <strong>Libro IX. Aquatilium naturae, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-6-f-481r\/\">Miniatura n. 6 \u2013 f. 481r<\/a> \u2013 <strong>Libro XXXV. Honos picturae, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-7-f-414v\/\">Miniatura n. 7 \u2013 f. 414v<\/a> \u2013 <strong>Libro XXIX. Medicinae ex animalibus, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-8-f-159v\/\">Miniatura n. 8 \u2013 f. 159v<\/a> \u2013 <strong>Libro XI. Insectorum animalium, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-9-f-496v\/\">Miniatura n. 9 \u2013 f. 496v<\/a> \u2013 <strong>Libro XXXVI. Naturae lapidum, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-10-f-394r\/\">Miniatura n. 10 \u2013 f. 394r<\/a> \u2013 <strong>Libro XXVIII. Medicinae ex animalibus, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-11-f-457r\/\">Miniatura n. 11 \u2013 f. 457r<\/a> \u2013 <strong>Libro XXXIII. Metallorum naturae, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-12-f-82r\/\">Miniatura n. 12 \u2013 f. 82r<\/a> \u2013 <strong>Libro VI. Situs, gentes, maria, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-13-f-331v\/\">Miniatura n. 13 \u2013 f. 331v<\/a> \u2013 <strong>Libro XXIII. Medicinae ex arboribus cultis, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-14-f-251r\/\">Miniatura n. 14 \u2013 f. 251r<\/a> \u2013 <strong>Libro XVIII. Naturae frugum, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-15-f-285v\/\">Miniatura n. 15 \u2013 f. 285v<\/a> \u2013 <strong>Libro XX. Medicinae ex iis quae in hortis servuntur, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-16-f-371v\/\">Miniatura n. 16 \u2013 f. 371v<\/a> \u2013 <strong>Libro XXVI. Reliquae per genera medicinae, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-17-f-511v\/\">Miniatura n. 17 \u2013 f. 511v<\/a> \u2013 <strong>Libro XXXVII. Origo gemmarum, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-18-f-305r\/\">Miniatura n. 18 \u2013 f. 305r<\/a> \u2013 <strong>Libro XXI. Naturae florum et coronamentorum, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-19-f-445v\/\">Miniatura n. 19 \u2013 f. 445v<\/a> \u2013 <strong>Libro XXXII. Medicinae ex aquatilibus, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-20-f-425r\/\">Miniatura n. 20 \u2013 f. 425r<\/a> \u2013 <strong>Libro XXX. Medicinae ex animalibus, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-21-f-58v\/\">Miniatura n. 21 \u2013 f. 58v<\/a> \u2013 <strong>Libro IV. Situs, gentes, maria, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-22-f-436r\/\">Miniatura n. 22 \u2013 f. 436r<\/a> \u2013 <strong>Libro XXXI. Medicinae ex aquatilibus, Giovanni Corenti (?)<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-23-f-114v\/\">Miniatura n. 23 \u2013 f. 114v<\/a> \u2013 <strong>Libro VIII. De elephantis, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-24-f-99r\/\">Miniatura n. 24 \u2013 f. 99r<\/a> \u2013 <strong>Libro VII. Gentium mirabiles figurae, Giovanni Corenti (?)<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-25-f-45v\/\">Miniatura n. 25 \u2013 f. 45v<\/a> \u2013 <strong>Libro III. Situs, gentes, maria, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-26-f-69r\/\">Miniatura n. 26 \u2013 f. 69r<\/a> \u2013 <strong>Libro V. Situs, gentes, maria, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-27-f-206v\/\">Miniatura n. 27 \u2013 f. 206v<\/a> \u2013 <strong>Libro XV. Naturae frugiferarum arborum, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-28-f-469r\/\">Miniatura n. 28 \u2013 f. 469r<\/a> \u2013 <strong>Libro XXXIV. Aeris metalla, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-29-f-178v\/\">Miniatura n. 29 \u2013 f. 178v<\/a> \u2013<strong> Libro XII. Arborum naturae, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-30-f-145r\/\">Miniatura n. 30 \u2013 f. 145r<\/a> \u2013 <strong>Libro X. Volucrum naturae, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/miniatura-n-31-f-188r\/\">Miniatura n. 31 \u2013 f. 188r<\/a> \u2013 <strong>Libro XIII. De peregrinis arborum, Pietro Guindaleri<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(Testi di Federica Toniolo, Universit\u00e0 di Padova) La storia Il prestigioso manoscritto dell\u2019Historia Naturalis di Plinio che reca oggi collocazione J.I.22-23 venne confezionato su commissione di Ludovico Gonzaga per poi essere acquistato nel 1627 da Carlo Emanuele I di Savoia (Pettenati 2011 a-b); l\u2019inventario stilato nel 1659 ad opera di Giulio Torrini colloca il prezioso...","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":4845,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"category_page":[],"class_list":["post-2670","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>C. Plinius Secundus, Historia Naturalis | Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"fr_FR\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"C. Plinius Secundus, Historia Naturalis | Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-10-03T13:08:49+00:00\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"18 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/patrimonio-digitale\\\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/patrimonio-digitale\\\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\\\/\",\"name\":\"C. Plinius Secundus, Historia Naturalis | Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2024-03-12T11:43:59+00:00\",\"dateModified\":\"2025-10-03T13:08:49+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/patrimonio-digitale\\\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/patrimonio-digitale\\\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\\\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/patrimonio-digitale\\\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Patrimonio in digitale\",\"item\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/patrimonio-digitale\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"C. Plinius Secundus, Historia Naturalis\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/\",\"name\":\"Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino\",\"description\":\"Un nuovo sito targato WordPress\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"fr-FR\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/#organization\",\"name\":\"Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino\",\"url\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/10\\\/logo-biblioteca-nazionale-nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/10\\\/logo-biblioteca-nazionale-nero.png\",\"width\":70,\"height\":77,\"caption\":\"Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/bnuto.cultura.gov.it\\\/fr\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"C. Plinius Secundus, Historia Naturalis | Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/","og_locale":"fr_FR","og_type":"article","og_title":"C. Plinius Secundus, Historia Naturalis | Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino","og_url":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/","og_site_name":"Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino","article_modified_time":"2025-10-03T13:08:49+00:00","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Est. reading time":"18 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/","url":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/","name":"C. Plinius Secundus, Historia Naturalis | Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino","isPartOf":{"@id":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/#website"},"datePublished":"2024-03-12T11:43:59+00:00","dateModified":"2025-10-03T13:08:49+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/#breadcrumb"},"inLanguage":"fr-FR","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/c-plinius-secundus-historia-naturalis\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Patrimonio in digitale","item":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/patrimonio-digitale\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"C. Plinius Secundus, Historia Naturalis"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/#website","url":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/","name":"Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino","description":"Un nuovo sito targato WordPress","publisher":{"@id":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"fr-FR"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/#organization","name":"Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino","url":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/logo-biblioteca-nazionale-nero.png","contentUrl":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/logo-biblioteca-nazionale-nero.png","width":70,"height":77,"caption":"Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino"},"image":{"@id":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/#\/schema\/logo\/image\/"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2670"}],"version-history":[{"count":115,"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6089,"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2670\/revisions\/6089"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category_page","embeddable":true,"href":"https:\/\/bnuto.cultura.gov.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/category_page?post=2670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}