Comunicato stampa | 26 Gennaio 2026
io ricordo

Spettacolo teatrale sulla vita della senatrice Liliana Segre in occasione del Giorno della Memoria



Compagnia Teatrale Alma Rosė di e con Elena Lolli
Venerdì 30 gennaio 2026 ore 11.30
Auditorium Vivaldi
Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino Piazza Carlo Alberto, 5
Avere memoria è ricordare perché non accada più. Questo il senso delle iniziative nel Giorno della Memoria della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, quando ospiteremo lo spettacolo Io ricordo, ispirato alla vita di Liliana Segre. La rappresentazione teatrale è una fedele narrazione della vita della senatrice Liliana Segre, una delle poche ragazzine sopravvissute allo sterminio nel lager di Auschwitz, ricostruita sulla base dei materiali d’archivio e delle sue pubblicazioni. Liliana Segre ha vissuto tante vite in una sola. Bambina espulsa dalla scuola, clandestina, deportata, e poi madre, moglie, testimone, attivista e senatrice. Solo la forza di  guardare alla bambina che è stata, di inabissarsi nel suo passato le ha permesso di aprirsi a una nuova stagione della vita, una vita da nonna ma ancora desiderosa di battersi, conoscere, opporsi, studiare, di lasciare una traccia nella coscienza civile. 

La Direttrice della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino Marzia Dina Pontone racconta il significato più profondo di questa giornata in Biblioteca: «In occasione del Giorno della Memoria, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino esporrà eccezionalmente alcuni materiali significativi del proprio patrimonio legati alla Shoah e ospiterà lo spettacolo Io ricordo ispirato alla vita di Liliana Segre realizzato dalla compagnia teatrale Alma Rosé. L’evento performativo sarà dedicato in particolare alle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio. In un tempo complesso e conflittuale, segnato anche dal risorgere di nuovi fenomeni di antisemitismo, appare urgente rafforzare nelle giovani generazioni gli strumenti critici di conoscenza delle fonti e disseminare largamente la memoria di una delle pagine più buie della storia europea, perché gli orrori del passato non debbano ripetersi mai più».

Prima dello spettacolo porteranno il loro saluto la Direttrice Marzia Dina Pontone, il Presidente della Comunità Ebraica di Torino Dario Disegni e la Vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Milena Santerini.

Sul palco una sola attrice, Elena Lolli, una lunga carriera costellata di successi sin dal 1997, a interpretare le mille vite di Liliana Segre. L’attrice, che insieme a Manuel Ferreira ha ideato lo spettacolo, nelle note di scena spiega la sua rappresentazione: «Ho voluto immaginare che la donna di oggi parli alla bambina che è stata. Quella bambina di otto anni che per tanto tempo non ha mai avuto il coraggio di guardare, la cui vita è stata tragicamente stravolta dal momento in cui è stata espulsa da scuola. Ho voluto immaginare che la bambina arrivasse di notte. È lei a volere incontrare quell’anziana signora che nel frattempo si è ricostruita una vita normale, che è diventata una brava moglie, una brava madre. Ma le ferite non si possono nascondere o negare, prima o poi affiorano. È il mondo in cui ho immaginato che Liliana Segre si muovesse, non seguendo la linearità del tempo, ma vagando tra un ricordo e l’altro, guardando indietro e guardando avanti per cercare di restituire la vitalità appassionata di una donna che come una matrioska si reinventa ogni volta non per sopravvivere, ma per vivere».

Il palco è volutamente spoglio. Allineati ai margini, due file di neon a mezza altezza e il suono di un treno lontano mescolato alle note di una vecchia canzone degli anni 50. Nelle note Claudio Orlandini, una lunga carriera iniziata come attore prima di dedicarsi esclusivamente alla regia, ha voluto richiamare in qualche modo il Binario 21 alla Stazione Centrale di Milano da cui partivano i treni per i lager, e l’inizio di un periodo, quello della ricostruzione, che solo i sopravvissuti hanno potuto vivere. Spiega il regista: «Passato e presente si mescolano per tutta la durata di un dialogo tra l’anziana donna di oggi e la bambina che è stata. L’attrice, nella parte di Liliana Segre, attraversa i momenti culminanti della sua vita, quelli lontani e quelli più recenti votati all’impegno politico. Di volta in volta la scena diventa la scuola, diventa vagone piombato, diventa Palazzo Madama, ogni volta ci riporta a un tempo della sua vita, in un flusso continuo di momenti che ci radicano nel nostro presente. Il senso di un teatro che non vuole relegare la memoria a quella unica data del 27 gennaio e dentro al perimetro di Auschwitz, ma che vuole, attraverso la storia di Liliana Segre, raccontare come la memoria può diventare azione concreta che riguarda tutti e tutto quello che ci circonda».

Io ricordo
Produzione Compagnia Teatrale Alma Rosé
https://www.almarose.it/
Un progetto di Manuel Ferreira ed Elena Lolli
di e con Elena Lolli
Regia di Claudio Orlandini
Assistente alla regia Alessio Rocco
Musiche Mauro Buttafava
Scene e costume Stefano Zullo
Luci Andrea Violato

Ingresso libero

Fotografie dello spettacolo © Fabrizio Re Garbagnati