Comunicato stampa | 20 Maggio 2026
Inaugurazione dell’installazione permanente nel giardino della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Mercoledì 27 maggio alle 11:00
Inaugurazione dell’installazione permanente nel giardino della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
Targa commemorativa dei Giusti per il Patrimonio Culturale

Questo Giardino dei Giusti dell’Umanità, nato all’interno della rete promossa da Fondazione Gariwo, è dedicato ai Giusti del Patrimonio Culturale: persone che si oppongono alla distruzione della memoria dei popoli e che si impegnano per la salvaguardia di opere, siti storici, biblioteche, archivi e tradizioni di una comunità. In questo senso, agiscono come custodi consapevoli dell’eredità culturale dell’umanità intera.

Sono due donne i primi Giusti del nostro territorio che vogliamo onorare: Ester Pastorello, la Direttrice della Biblioteca Nazionale che durante la Seconda Guerra Mondiale mise in salvo l’intero patrimonio librario della nostra biblioteca, e Noemi Gabrielli, Ispettrice storica dell’arte del Piemonte e della Liguria presso la sede della Regia Pinacoteca di Torino, che nello stesso conflitto si impegnò a raccogliere e proteggere i tesori artistici delle due regioni. Due donne, due “monument women”, che con i loro studi, nei rispettivi campi, hanno influenzato la cultura nella seconda metà del secolo scorso.

Racconta il senso di questa iniziativa la Direttrice della Biblioteca Nazionale Marzia Dina Pontone: «Dedicare il giardino interno della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino ai Giusti per il Patrimonio Culturale significa riconoscere la straordinaria statura umana e universale di tante donne e tanti uomini che, in diversi luoghi e tempi della storia, hanno scelto di mettere a rischio la propria persona per tutelare l’identità dei popoli, opponendosi alla dispersione di patrimoni culturali di inestimabile valore: monumenti, siti archeologici, collezioni d’arte, raccolte librarie e documentarie. Proprio per questo, quanti entreranno nel nostro giardino potranno accedere al catalogo virtuale dei Giusti per il Patrimonio Culturale, ideato e promosso dalla Fondazione Gariwo, lasciandosi ispirare dalle storie di coraggio generoso che, in questo specifico ambito, hanno saputo tenere in vita la memoria di intere civiltà. Per chi, come noi, opera quotidianamente negli istituti e nei luoghi della cultura, questa scelta rinnova l’impegno a servire la comunità di territorio attraverso la conservazione e la promozione dell’eredità storica locale e collettiva, per rafforzare i legami tra le persone e costruire insieme orizzonti di democrazia e pace».

Spiega il Presidente della Fondazione Gariwo Gabriele Nissim: «Nasce presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino il Giardino dei Giusti per il Patrimonio Culturale, promosso dalla Biblioteca Nazionale insieme alla Fondazione Gariwo. Il progetto racconta le storie di donne e uomini che, in tempi difficili, hanno scelto di difendere libri e opere d’arte, salvaguardando così la memoria e l’identità collettiva. Il patrimonio culturale rappresenta infatti l’identità delle comunità, e la sua tutela è una responsabilità condivisa. Il Giardino nasce per valorizzare esempi concreti di coraggio e impegno civile, attraverso un percorso che intreccia storie universali e vicende locali. Storie che mostrano che la difesa della cultura sia una scelta possibile per ciascuno. Targhe dotate di QR code, che rimandano a biografie approfondite, guideranno i visitatori alla scoperta di queste testimonianze straordinarie. Il progetto coinvolge il mondo universitario in un lavoro condiviso, con l’obiettivo di costruire uno spazio di dialogo e relazione e di riconoscere il patrimonio culturale come memoria viva, da proteggere, custodire e trasmettere alla comunità».

In quest’occasione si onoreranno i primi Giusti per il Patrimonio Culturale, due donne che hanno lasciato traccia indelebile della loro vita, Ester Pastorello e Noemi Gabrielli.

Ester Pastorello
(Montagnana, 8 dicembre 1884 – Padova, 15 luglio 1971)

Laureata nel 1907 presso l’Università di Padova, dal 1909 è bibliotecaria presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. Durante il primo conflitto mondiale contribuisce alla fondazione del Comitato per l’Opera dei Libri ai soldati feriti, che aveva come scopo la promozione della lettura tra i soldati degenti negli ospedali, favorendo l’alfabetizzazione e l’inserimento sociale in vista del congedo, occupandosi in prima persona del coordinamento delle biblioteche coinvolte nell’iniziativa.
Nel 1925 diventa direttrice della Biblioteca Governativa Isontina di Gorizia, nel 1931 della Biblioteca Estense di Modena e nel 1934 della Biblioteca Nazionale di Palermo. Nel 1937 viene nominata direttrice bibliotecaria di prima classe e le viene assegnata la guida della Biblioteca Nazionale di Torino e della soprintendenza per il Piemonte.
Da subito mise a frutto l’esperienza maturata durante il primo conflitto affrontando il problema delle misure preventive in caso di guerra: valutando con attenzione l’adeguatezza delle sedi deputate a ricovero dei libri, mettendo a punto prassi operative e strutturando il servizio in base alle esigenze di tutela e protezione del patrimonio librario, frequentemente entrando in conflitto con i superiori che non capivano le preoccupazioni della bibliotecaria. Il tempo tuttavia le avrebbe dato ragione quando l’Italia entrò in guerra e l’intero paese si trovò ad affrontare il problema della tutela dei beni culturali.
Si preoccupò di adeguare secondo le direttive ministeriali gli impianti antiincendio. Si occupò della formazione del personale in caso di emergenza, ma soprattutto si operò per lo spostamento dei libri, manoscritti e del materiale sottoposto alla sua tutela in luoghi sicuri. Entrò in conflitto con il ministero perché la sede di Castelletto d’Orba, scelta dall’ amministrazione e presso la quale si recò personalmente per giudicarne l’idoneità, non venne considerata adatta perché difficilmente raggiungibile e poco sicura.
Ebbe modo di lamentarsi con il ministero anche per la carenza di mezzi materiali con cui fronteggiare l’emergenza e la carenza di personale con cui non riusciva a garantire una sorveglianza adeguata.

Episodio esemplificativo della difficoltà nel reperimento del personale riguardò l’ordinatore Giulio Biglieri, assunto il 1 luglio 1940 e richiamato alle armi il 6 gennaio 1941. La Pastorello sollecitò più volte presso il ministero un sostituto per Biglieri senza ottenere risposta. Biglieri non fece più ritorno presso la Biblioteca Nazionale, perché aderì alla resistenza del Comitato Regionale Piemontese e venne fucilato nell’aprile del 1944.
La notte dell’8 dicembre 1942 la Biblioteca Nazionale di Torino venne bombardata dalla Raf. Ester Pastorello, accorsa a bombardamento ancora in corso si affrettò ad organizzare le operazioni di spegnimento e di salvataggio dei libri, entrando tra i primi nell’edificio e consentendo il salvataggio di diversi manoscritti e libri rari. Del comportamento tenuto dalla Pastorello in quel frangente ne fanno menzione una relazione scritta negli anni ’50 da Marina Bersano Begey, dal 1952 Soprintendente Bibliografica per il Piemonte e che si conserva presso l’archivio della Biblioteca Nazionale di Torino. Nel 1947, per quegli eventi, le venne conferito un Attestato di Benemerenza dal ministro: “Per la seguente operazione coraggiosa da esso compiuta il giorno 8 dicembre 1942 in Torino. Durante e subito dopo un bombardamento aereo coadiuvava altri valorosi nelle operazioni di spegnimento di un incendio sviluppatosi nella Biblioteca Nazionale, riuscendo a salvare un prezioso materiale librario”.
Poiché trovare un luogo idoneo allo sfollamento dei libri divenne una necessità improrogabile Ester Pastorello prese contatti con il marchese Ignazio Borsarelli di Rifreddo che mise a disposizione il Castello di Montiglio quale ricovero dei libri della Biblioteca Nazionale, che vennero stipati in circa 400 casse e lì portati in quattro viaggi.
Dalla minuta custodita presso l’archivio della Biblioteca Nazionale di Torino, in seguito ai bombardamenti che colpirono la Biblioteca Nazionale nel luglio del 1943 che danneggiarono ulteriormente l’edificio, la Pastorello chiese, in data 2 agosto il permesso al questore di potersi fermare in Biblioteca anche in orario di coprifuoco per organizzare il ripristino delle funzioni dell’istituto.

Ester Pastorello rimase in carica come Direttrice della Biblioteca Nazionale di Torino fino al 1947, anno del pensionamento. Autrice di diverse pubblicazioni, si concentrò particolarmente su Aldo Manuzio, a cui dedicò diversi scritti.

Noemi Gabrielli
(Pinerolo, 30 settembre 1901 – Asti, 9 luglio 1979)

Laureata in Lettere nel 1926 presso l’Università di Torino, nello stesso anno si occupa del riordino della pinacoteca dell’Accademia Albertina cercando di esporre il maggior numero di opere, esponendole in ordine cronologico. Nel 1936 diventa ispettrice storica dell’arte presso la Soprintendenza all’arte medievale e moderna del Piemonte e della Liguria presso la sede della Regia Pinacoteca di Torino, dedicandosi a una approfondita ricognizione delle opere d’arte nelle regioni di sua competenza.
Negli anni precedenti al secondo conflitto mondiale segue l’allestimento della mostra sul Barocco del 1937 presso Palazzo Carignano e quella del Gotico piemontese del 1939.

Con lo scoppio della seconda Guerra Mondiale affianca il soprintendente Carlo Aru nell’operazione di trasferimento rapido delle opere d’arte della Regia Pinacoteca e delle chiese della Val Susa e Valle d’Aosta nel castello di Guiglia.
Si occupa anche di tutelare le opere rimaste in Piemonte e recuperare cimeli dopo il bombardamento di Genova. Con l’aggravarsi del conflitto e rendendosi la sede del castello di Guiglia insicura, organizza il trasferimento delle opere presso l’Isola Bella, sul Lago Maggiore. Durante tale operazione si espone personalmente con il ministero dell’educazione per favorire lo spostamento e mette in pericolo la propria vita accompagnando le opere nella nuova collocazione. Per tali coraggiosi gesti riceve un encomio da Carlo Alberto Biggini, allora ministro dell’educazione nazionale.
Sempre durante la guerra scrive un testo sulle pitture romaniche, che costituirà il primo volume del Repertorio delle cose d’arte del Piemonte di Vittorio Viale.
Alla fine del conflitto si impegna per la ricollocazione delle opere nelle sedi originarie e, nominata Soprintendente alle Gallerie per il Piemonte nel 1952, si occupa del riallestimento della Galleria Sabauda, progetta uno studio scientifico dei pezzi dell’Armeria Reale e cura l’allestimento del Museo dell’Ammobiliamento presso la Palazzina di caccia di Stupinigi. Si occupa inoltre del riallestimento e riordinamento di diversi musei piemontesi fino al pensionamento nel 1966.
Nel 1967 a Torino le viene assegnato il Premio Speciale del Centenario Sociale con la seguente motivazione: “Al servizio dello Stato nell’ambito delle Belle Arti, con colta intelligenza e con altrettanta integerrima abnegazione, ha validamente sovrinteso al pubblico patrimonio dei musei piemontesi ed ha strenuamente lottato per la salvaguardia del volto monumentale della tradizione subalpina”.

Fu autrice di numerose pubblicazioni sull’arte e i musei piemontesi, tra cui si ricordano: Inventario degli oggetti d’arte esistenti nella r. Accademia Albertina di belle arti in Torino, La Regia Galleria dell’Accademia albertina di Torino: 72 illustrazioni, Museo dell’arredamento – Stupinigi, La Palazzina di caccia: catalogo, La Galleria Sabauda a Torino.
I Giusti per il Patrimonio Culturale, faranno parte dell’Enciclopedia dei Giusti della Fondazione Gariwo, consultabile grazie al QR Code accanto al cippo o collegandosi direttamente al sito della Fondazione Gariwo.

All’evento prenderanno la parola

  • d.ssa Marzia Dina Pontone, Direttrice della Biblioteca Nazionale
  • d.ssa Martina Landi, Direttrice della Fondazione Gariwo
  • dott. Dario Disegni, Presidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia

L’evento è aperto a tutti senza bisogno di prenotazione.

Strettamente collegato all’inaugurazione del Giardino dei Giusti per il Patrimonio Culturale, venerdì 12 giugno alle 17:00, nell’Auditorium Antonio Vivaldi della Biblioteca Nazionale, si terrà un Concerto per la Pace dell’Ensemble Ambrosiana, aperto a tutte le persone.