Compagnia di Sanpaolo

Alla fine del Settecento Filippo Castelli, architetto di origini astigiane rappresentante di prestigio del neoclassicismo in Piemonte, è incaricato dai principi di Carignano di ampliare le scuderie incluse nella parte retrostante il Palazzo Carignano, opera del Guarini, e ad esso collegate da un giardino.

Ad oggi, dell’opera di Castelli, resta solo la facciata ricompresa nel nuovo edificio della Biblioteca Nazionale inaugurata nel 1973, mentre Palazzo Carignano, dopo il trasferimento della capitale a Firenze nel 1864, si amplia con l’edificio posteriore – sede del Parlamento Subalpino – e la facciata in stile eclettico pseudo-rinascimentale, mentre il giardino diventa piazza già con l’Unità d’Italia, nel 1861, quando è inaugurata la statua di Carlo Alberto.

La piazza, di ampiezza ed importanza inferiori rispetto alle auliche e sontuose piazza Castello e piazza San Carlo poste nelle immediate vicinanze, assume nel tempo carattere di marginalità ed ospita eventi di portata cittadina, ma minori, come il Carnevale, la Fiera dei vini o, in seguito, l’informale mercatino studentesco dei libri usati. La sua sistemazione “di passaggio”, accessibile alle auto e attraversata dalla linea tranviaria, opprime, in questa fase, i valori storico-artistici ed ambientali presenti.

Il palazzo delle ex-scuderie, a cavallo di Otto e Novecento, sede dell’Intendenza di Finanza o Palazzo del debito pubblico, dopo l’incendio della Biblioteca Nazionale del 1904, ospita per alcuni anni il Laboratorio di restauro dei codici danneggiati dall’incendio, fino alla sua demolizione, nel 1936. Nel 1958 è pronto ed approvato il progetto della nuova Biblioteca Nazionale la cui costruzione avrà un corso costellato da lunghe interruzioni tra tempi burocratici e volontà politiche che porteranno l’inaugurazione a 16 anni dopo l’inizio dei lavori.

Nel 1996 il Comune di Torino, su progetto di propri esperti e tecnici, realizza la ristrutturazione di piazza Carlo Alberto che favorisce il suo radicale cambiamento, attraverso un restyling che prevede non solo la pedonalizzazione ma una nuova disposizione della pianta delle aiuole a tappeto verde – che si rifà allo stile e alle linee architettoniche del nucleo originario del Palazzo Carignano -, la creazione di sedute in pietra e delle fontanelle “Taura” che rinnovano interamente, nel design, i noti e tradizionali “Turet”.

La visibilità e l’uso pubblico della piazza, principalmente legate alla sua nuova e “studiata” vocazione di “sosta accogliente”, godono di altri importanti momenti di incremento nelle Olimpiadi invernali del 2006, nelle installazioni di “Luci d’artista”, nei periodici mercatini dell’antiquariato e, soprattutto, a merito del contributo della Compagnia di San Paolo, nel rinnovato Auditorium della Biblioteca Nazionale, intitolato ad Antonio Vivaldi per le importantissime raccolte ivi conservate, ed inaugurato nel settembre del 2015.

Il nuovo intervento di completo restauro e di rifunzionalizzazione dell’atrio della Biblioteca, sostenuto ancora dal sostegno della Compagnia di San Paolo, contribuisce ulteriormente a valorizzare il significato culturale di collegamento e interazione tra la città, attraverso la sua piazza Carlo Alberto, e la sua Biblioteca più antica e rappresentativa.

E’ stata realizzata una nuova zona accoglienza dei visitatori, tornelli per l’accesso degli utenti a seguito della registrazione e il conteggio delle persone in entrata e uscita dalla Biblioteca al fine di garantire il controllo dei flussi e la sicurezza in caso di incendio o emergenza.

Un grande monitor permette di visualizzare informazioni utili sulla Biblitoeca, sulle notizie dal mondo e sugli eventi in Istituto.

Armadietti funzionali per accogliere zaini e borse.

Infine la zona relax con macchinette per la distribuzione di bevande calde e fredde, merendine e una piccola aiuola di piante grasse abbelliscono l’area.

Dell’atrio fa parte integrante anche l’originale scultura “per leggere… per vedere” donata dall’artista Ezio Gribaudo e collocata su un apposito piedestallo nella parte superiore dell’atrio: la bianca visione in pietra leccese di corposi libri sovrapposti a simboleggiare il ruolo fondamentale che la cultura libraria riveste nella vita di Torino e che la Nazionale interpreta da più tempo nel suo cuore cittadino.