Incunaboli

Una raccolta di circa 1600 volumi, il più antico dei quali fu stampato a Magonza nel 1459 dai soci di Gutenberg, Johann Fust e Peter Schoeffer.

La collezione di incunaboli, ricca di oltre 1200 edizioni per un totale di circa 1600 esemplari, offre un ampio panorama sui primi anni di vita della stampa in Europa e, più in particolare, in Italia. Ne sono testimonianza il Rationale divinorum officiorum di Guillaume Durand (in un esemplare miniato per il vescovo di Torino Domenico Della Rovere), il De officiis e altri testi di Cicerone, le Institutiones di Giustiniano con il commento di Accursio stampate a Magonza da Johann Fust e Peter Schoeffer, rispettivamente nel 1459, 1465, 1468, nonché alcuni volumi pubblicati a Roma dai prototipografi italiani Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz.

Rilevanti sono anche le prime stampe – tra cui alcune in caratteri greci (è il caso dell’Aristotele in tre volumi) e la celeberrima Hypnerotomachia Polyphili del 1499 – di Aldo Manuzio e gli incunaboli miniati allestiti dalle botteghe di Antoine Verard: tra questi spicca l’Ogier le Danois, edito a Parigi probabilmente prima del 25 ottobre 1499.

Purtroppo l’incendio del 1904 devastò la sezione deputata a conservare i volumi stampati sul territorio piemontese, distruggendo esemplari unici o rarissimi, fondamentali per lo studio dell’introduzione della tecnica tipografica in regione.

Le edizioni incunabole della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino sono censite dal data base ISTC https://data.cerl.org/istc/_search: sono in corso le descrizioni degli esemplari, che verranno  via via rese disponibili sia sul portale MEI  https://data.cerl.org/mei , sia sull’Opac SBNhttps://opac.sbn.it/ricerca-avanzata.